America Latina – Il contagio si diffonde, ma non è l’unico problema – Rassegna 2 – Giugno 2020

La prima notizia riguarda l’America Latina quale epicentro della diffusione della pandemia in questo momento, all’inizio del mese di giugno. Le cifre sono allarmanti e, se in alcuni Paesi l’epidemia appare sotto controllo, ci sono situazioni decisamente preoccupanti.

America Latina 2

Il giornalista Alfredo Somoza, sul suo sito, analizza la situazione dal punto di vista dei numeri e delle politiche sanitarie. Ci sembra un buon punto di partenza per il nostro sguardo su questa parte del mondo.

Razzismo e violenza dagli Stati Uniti all’America Latina

Black Lives Matter 7

Anche nella parte meridionale del continente arriva l’eco delle proteste provenienti dagli Stati Uniti per l’uccisione di George Floyd, un movimento che sta raggiungendo praticamente tutto il mondo, con mobilitazioni che toccano settori sociali diversi e fino a pochi giorni fa senza comunicazione fra loro.

Qui, però, alla protesta per l’omicidio di Minneapolis si aggiunge la denuncia per la morte di tre giovani latinoamericani, che ha spinto a una netta presa di posizione vasti movimenti sociali e diversi intellettuali.

Anderson Arboleda

Anderson Arboleda 4

Anderson Arboleda, un muratore ventunenne, è stato picchiato dalla polizia per avere violato il coprifuoco imposto per il covid-19, il giorno 19 maggio a Cali, Colombia. Il ragazzo afroamericano, che stava svolgendo il servizio di leva, si è recato al commissariato di polizia per denunciare l’accaduto, ma da lì non è più uscito vivo.

Anderson Arboleda 1

 

Joao Pedro

Joao Pedro 1

In Brasile, la polizia ha sparato in una favela di Rio de Janeiro lo scorso 20 maggio uccidendo il quattordicenne di colore Joao Pedro, ucciso durante un’operazione di polizia alla ricerca di narcotrafficanti e spacciatori, con i quali non aveva nulla a che fare. L’ennesimo risultato delle politiche repressive acuite dalla presidenza dell’estremista di destra Jair Bolsonaro.

Joao Pedro 3

 

Giovanni López

Giovanni López 3

Infine, in Messico, lo scorso 4 maggio è scomparso il trentenne Giovanni López, a Ixtlahuacán de Los Membrillos, paese a 40 chilometri da Guadalajara, picchiato perché non indossava la mascherina protettiva. Un mese dopo la polizia ne ha comunicato la morte alla famiglia. Il fatto ha scatenato manifestazioni sfociate in scontri violenti con le forze dell’ordine.

Giovanni López 6

Vi invitiamo anche in questo caso alla lettura del commento che Alfredo Somoza ha scritto sul fenomeno del razzismo nel continente americano, con particolare attenzione alla situazione negli USA.

 

Vediamo ora alcune notizie provenienti da diversi Paesi del continente.

Ecuador

Ecuador 1

Avevamo già segnalato la difficile situazione del Paese andino, sotto la presidenza di Lenin Moreno. Vi invitiamo all’ascolto e alla visione del video musicale e di denuncia preparato da Óscar Vangéliz Pabón, del Teatro Independiente de Quito, che mette in evidente contrasto la repressione subita dalla popolazione e la voce del potere.

Colombia

Colombia 2

Abbiamo già visto come le forze dell’ordine garantiscano il controllo delle misure sanitarie. È possibile osservare qui come venga trattata una venditrice ambulante, che si trova tra l’incudine del timore del contagio e il martello dello spettro della fame per sé e per i figli. Come sempre e come ovunque, i problemi sono particolarmente gravi per i settori sociali più poveri: in questo caso, come avviene troppo spesso, non si risponde con un aiuto economico, ma con la violenza delle forze dell’ordine.

Messico

Messico 3

Dal Messico le immagini di una famiglia di agricoltori, il cui campo è stato cosparso di sostanze tossiche da un elicottero dell’esercito impegnato probabilmente in un’operazione contro i narcotraficanti.

È stata pubblicata dal giornale Izquierda la notizia di circa 500 lavoratori del settore informale delle maquiladoras, costretti a recarsi al lavoro e  morti per avere contratto il coronavirus. Da decenni sono note le condizioni di vero e proprio sfruttamento in cui sono costretti a lavorare operai e operaie, spesso in aziende legate a imprese statunitensi, che hanno aperto succursali in Messico per godere di un prezzo del lavoro più basso e di condizioni di utilizzo della manodopera vicine alla schiavitù.

Brasile

Brasile 2

Dove il coronavirus miete maggiormente vittime è in Brasile, dove la politica del presidente Bolsonaro è responsabile di una situazione sanitaria ormai fuori controllo. Seguire le evoluzioni del leader brasiliano è praticamente impossibile. Solo negli ultimi giorni, ha rilasciato nebulose dichiarazioni sull’ineluttabilità della morte causata dal virus e ha comunicato che non verranno più rilasciati dati ufficiali sulle vittime, proprio mentre crescono le voci autorevoli che sostengono che i dati forniti sono nettamente inferiori alla drammatica realtà del Paese.

Quanto prima il Brasile darà il benservito a Bolsonaro, quanto meglio sarà per i brasiliani e per tutta l’umanità, in considerazione dei danni di cui il presidente si rende responsabile consentendo lo sfruttamento massiccio e irresponsabile dell’Amazzonia.

Cile

Cile 3

Le manifestazioni in Cile sono diminuite a causa della situazione sanitaria, ma anche il sistema sanitario cileno mostra i suoi limiti, in un Paese che con i suoi soli 18 milioni di abitanti potrebbe affrontare l’epidemia con maggiore serenità rispetto ad altri. Il problema è che in Cile, secondo le parole di un esperto della Banca Mondiale,  “i ricchi guadagnano come in Germania e i poveri come in Mongolia” e quindi le strutture ospedaliere e assistenziali, come quelle politiche, non sanno rispondere adeguatamente alle sfide sanitarie ed economiche rappresentate dall’emergenza.

Le proteste del 2019 erano state un chiaro sintomo dello scontro tra esigenze popolari da un lato e difesa degli interessi delle classi privilegiate dall’altro.

Honduras

Honduras 1

Sono in corso mobilitazioni popolari in Honduras, da parte degli insegnanti e del personale sanitario, che sono più volte scesi in piazza tra aprile e maggio. Entrambi i settori protestano contro i tentativi di privatizzazione portati avanti dal governo, un argomento sul quale anche in Italia comincia ad aprirsi un dibattito quanto mai necessario.

Uruguay

Uruguay 1

Sciopero e manifestazioni in Uruguay lo scorso 4 giugno contro le politiche governative e per l’assegnazione di un salario garantito a disoccupati e lavoratori del settore informale rimasti senza reddito.

Sulla manifestazione anche un filmato che racconta la giornata di mobilitazione sindacale.

Argentina

Argentina 1

Per finire, un interessante articolo che racconta le vicende del gruppo industriale Techint, gigante dell’acciaio fondato dalla famiglia italiana Rocca, e delle sue collusioni con la dittatura militare degli anni Settanta.

I Rocca sono, secondo Forbes, tra le 300 famiglie più ricche del mondo. L’articolo ne segue l’evoluzione dagli anni Venti del secolo scorso, quando collaborarono con il regime fascista nel nostro Paese, fino all’arrivo in Argentina nel secondo dopoguerra e poi fino ai nostri giorni.

Ringraziamo coloro che ci hanno segnalato articoli, commenti e filmati, consentendoci di offrire questo spazio informativo.

Luca

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2 pensieri riguardo “America Latina – Il contagio si diffonde, ma non è l’unico problema – Rassegna 2 – Giugno 2020

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