America Latina – Il grande successo del movimento della Marea Verde: l’aborto è legale in Argentina – Un documentario sulla morte di Mario Paciolla in Colombia – Le responsabilità storiche della multinazionale statunitense United Fruit – Rassegna 6 – Gennaio 2021

La prima rassegna del 2021 si apre con il resoconto dello storico successo del movimento delle donne e della società civile argentina: la legalizzazione dell’aborto apre prospettive ai movimenti degli altri Paesi dell’area oltre a costituire un formidabile strumento a difesa delle donne delle classi popolari per le quali non vi era alternativa all’aborto clandestino: un diritto conquistato a difesa della salute e della stessa vita delle donne argentine.

Non ci sono stati passi avanti nelle indagini sulla morte del cooperante Mario Paciolla, avvenuta in Colombia lo scorso 15 luglio. La RAI, con un servizio-inchiesta, ha riportato l’attenzione su questa drammatica vicenda. In Colombia, nel frattempo, continuano le violazioni dei  diritti umani, cosi come in altri Paesi dell’area.

Riportiamo alcuni approfondimenti sull’esito del referendum che ha cancellato la Costituzione lasciata in  eredità ai cileni da Pinochet.

Offriamo anche elementi per una ricerca storica sulle azioni della compagnia statunitense United Fruit, responsabile del colpo di stato che nel 1954 pose fine all’esperienza del governo progressista di Jacobo Árbenz in Guatemala e di episodi di  repressione nei confronti dei lavoratori di diversi Paesi latinoamericani.

Argentina

La lunga lotta delle donne argentine per ottenere la legalizzazione dell’aborto è arrivata a una felice conclusione con l’approvazione definitiva del provvedimento da parte del Senato il 30 dicembre. Prima dell’Argentina, in tutta l’area l’aborto era consentito solo a Cuba, in Uruguay e nel Distretto Federale di Città del Messico.

Il successo del movimento, oltre a costituire l’affermazione di un diritto particolarmente importante per le donne appartenenti alle classi popolari, soggette in misura molto maggiore rispetto alle altre ai rischi legati all’aborto clandestino, apre importanti prospettive per i movimenti di altri Paesi, che da questo successo possono trarre la forza e la fiducia per proseguire con rinnovato vigore la loro lotta.

Le resistenze della Chiesa e dei settori reazionari sono state superate soprattutto grazie alla determinazione e alla tenacia con cui il movimento ha continuato negli anni a battersi incessantemente per raggiungere questo risultato.

Un intervento sul sito post.it offre un resoconto degli avvenimenti piuttosto esaustivo.

Inseriamo anche il link alla pagina facebook di Mario Sebastiani, che ha costituito un punto di riferimento per il movimento

Sulla lotta delle donne argentine e della società civile, Prateria Ribelle ha pubblicato due articoli nel 2019. Uno nel mese di settembre, che ha messo a confronto la lotta delle donne argentine con quella delle donne italiane, e uno nel mese di ottobre, direttamente dal cuore del movimento della marea verde.

Colombia

Notizie di altro degno giungono dalla Colombia, dove si susseguono atti di violenza nei confronti di persone impegnate in attività sociali e ambientali da parte di gruppi paramilitari ormai assolutamente fuori controllo o nei confronti dei quali le autorità non agiscono.

A novembre è stata uccisa una eco-imprenditrice colombiano-spagnola ed è stato aggredito un senatore del partito di opposizione MAIS (Movimiento Alternativo Indígena y Social). Lo riporta il sito di El Espectador .

Sempre El Espectador riporta che nel mese di dicembre, nel dipartimento di Antioquia, tre persone sono state uccise da persone armate .

Il sito di El Tiempo segnala che ci sono stati ben 2.000 desparecidos dal 1996 a oggi in alcune zone della Colombia, nelle quali sembra impossibile vivere in condizioni di normalità .

Per alcuni militanti (lideres sociales) il sito di El Espectador segnala invece l’arresto da parte delle autorità.

Abbiamo scritto in settembre un articolo sulla morte di Mario Paciolla, un cooperante che lavorava con l’ONU nella località di San Vicente del Caguán, archiviata dalle autorità come suicidio, ma i cui contorni sono tutt’altro che chiari. Sulla sua scomparsa, Rai News ha condotto un’inchiesta e ha prodotto uno speciale che è stato trasmesso lo scorso 18 dicembre e che è disponibile sul sito del canale informativo pubblico .

Perù 

Il sito Greenreport.it riportava il 28 dicembre 2020 la notizia dell’uccisione dell’ambientalista Jorge Muñoz Saavedra, impegnato nella difesa della foresta e dei beni archeologici a Batán Grande nella provicia settentrionale di Lambayeque. Aveva subito le minacce di esponenti delle ecomafie e di tombaroli attivi nella zona. 

Nei primi giorni del mese di dicembre a essere aggredito armi alla mano è stato Delmer Alva, esponente della comunità locale di Huamachuco, che stava indagando sui danni causati al condotto dell’acqua potabile dalle operazioni condotte dalla compagnia mineraria Summa Gold. Sulla pagina facebook di Wayka un filmato sulla vicenda .

Honduras

Dal sito di Repubblica, il 30 dicembre 2020 si apprende la notizia dell’uccisione di un ambientalista honduregno, Félix Vásquez, un contadino che aveva annunciato la sua candidatura per il partito di sinistra Libre in vista delle elezioni del prossimo anno.

Questo omicidio ricorda quello di Berta Cáceres, uccisa nel 2016. Un documentato servizio di Altraeconomia ricostruisce le responsabilità emerse nel processo ai suoi assassini, concluso nel dicembre 2019.

Nonostante la sentenza di condanna per gli esecutori materiali, i mandanti restano sostanzialmente impuniti. Per questo, Amnesty International ha promosso una raccolta di firme per richiedere che l’inchiesta non si fermi senza arrivare a chi ha pianificato l’omicidio.

Sulla vita di questa coraggiosa ambientalista, segnaliamo anche un’interessante puntata di Wikiradio, trasmissione di Radio Tre .

Amazzonia

Il sito El Tierrero denuncia il taglio di alberi e gli incendi appiccati approfittando della quarantena imposta dalla pandemia.

Una buona notizia, dallo stesso sito, riguarda la produzione di carbone ecologico utilizzando la buccia dei chicchi di riso , cosa che aiuterebbe a evitare il taglio degli alberi.

Guatemala

Uno studio dell’Imperial College di Londra rivela che la statura delle bambine guatemalteche è la più bassa del mondo e mettono in  relazione questo dato con i problemi di alimentazione e le condizioni di vita nell’età infantile e preadolescenziale. Lo studio mette a confronto dati relativi a Paesi di diverse aree geografiche.

Un aereo del Ministero del Tesoro USA è caduto in Guatemala lo scorso 19 dicembre. Il pilota è morto, mentre gli altri tre occupanti sono stati arrestati perché nella carlinga dell’aereo è stato trovato un ingente quantitativo di droga, secondo quanto riporta l’esercito del Guatemala. Sarebbe interessante saperne di più .

Bolivia

Il sito di Eju.tv riporta la notizia di un attentato dinamitardo avvenuto il 5 novembre  contro Luis Arce, rappresentante del MAS (Movimiento Al Socialismo) eletto presidente nelle ultime elezioni, di cui abbiamo parlato nella rassegna dello scorso novembre . Fortunatamente l’attentato non ha avuto conseguenze.

Luís Arce y Evo Morales

Molto interessante è la notizia che abbiamo trovato sul sito mdzol.com sulla decisione del parlamento boliviano di promulgare una tassa patrimoniale permanente sulle grandi ricchezze .

Si tratta di un argomento di grande attualità in molte nazioni, data la crescita preoccupante di una sempre maggiore disuguaglianza con la contemporanea concentrazione di ricchezza in poche mani. La Bolivia ha fatto una scelta sulla quale vale la pena riflettere.

Venezuela

Il Venezuela è uscito dalle prime pagine dei giornali, ma la situazione resta difficile. Pensiamo che molti dei nostri lettori siano interessati ad approfondimenti. Segnaliamo il sito della BBC, sul quale si possono trovare notizie e aggiornamenti in lingua spagnola.

Uruguay

Sono stati celebrati i 100 anni del Partito Comunista Uruguaiano: un breve servizio del quotidiano La República .

Il giornalista argentino Julio Leiva ha intervistato l’ex presidente Pepe Mujica, il quale, con il suo consueto tono scanzonato e irriverente, esprime opinioni non scontate né banali sull’attualità, sulla politica e sui destini del mondo .

Il 6 dicembre 2020 è morto l’ex presidente Tabaré Vázquez, eletto due volte in rappresentanza del progressista Frente Amplio. Sulla sua vicenda personale e politica, un intervento di Sicurezza Internazionale, quotidiano dedicato alla politica internazionale della LUISS, e una biografia del quotidiano uruguaiano La Diaria.

Tabaré Vázquez

Cile

Chiudiamo la panoramica dai diversi Paesi ritornando sulla consultazione  popolare che ha sancito il distacco della politica e delle istituzioni cilene da Pinochet e dalla sua eredità, che ha continuato a condizionare la nazione andina per 32 anni dopo la fine della dittatura, caduta in seguito allo storico referendum che portò alla democratizzazione del Cile (1988).

Proponiamo  una panoramica della storia cilena dalla presidenza Allende al referendum, dal sito della rivista sin tesis , un breve commento al successo referendario pubblicato sul sito argentino la poderosa.org.ar ,

i quesiti referendari, il risultato elettorale e i commenti a caldo pubblicati sul sito  revistaresistencias.com , infine un dibattito organizzato dalla Universidad del Rosario (Bogotá – Colombia).

Cultura

Il sito ecoosfera.com dedica un ampio spazio al cinema legato alle culture indigene. Per gli appassionati di cinema, in particolare di produzioni fuori dai circuiti dominanti, un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo e di decisamente interessante .

Economia

Sembra essere giunta alla fine dopo 21 anni la disputa tariffaria tra Unione Europea e America Latina sul commercio delle banane, con un interessamento delle compagnie statunitensi e un riflesso sulle relazioni economiche tra l’Europa e i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) produttori di frutta. Ne parla il sito del quotidiano spagnolo El País .

Storia

Diego Rivera – Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central

Restiamo in argomento, per parlare della storia della penetrazione della compagnia statunitense United Fruit in Centro e Sud America, specializzata nella coltivazione e nella commercializzazione delle banane, responsabile di numerose azioni repressive nei confronti dei lavoratori e di reiterati condizionamenti sulla politica interna dei Paesi in cui operava. L’intervento più noto e grave fu la preparazione del colpo di stato del 1954 in Guatemala, attuato grazie all’intervento degli USA, con il quale fu fatto cadere il governo progressista di Jacobo Árbenz per salvaguardare gli interessi e i profitti della multinazionale statunitense.

Jacobo Árbenz

Una storia della United Fruit in spagnolo dal sito mit.edu e in italiano dal sito l’intellettuale dissidente .

Riteniamo che in questa occasione possano costituire un’occasione di approfondimento anche alcune pagine di wikipedia, in particolare quella sulla United Fruit Company e quella sul cosiddetto Masacre de las bananeras , avvenuto fra il 5 e il 6 dicembre 1928 a Ciénaga, in Colombia, quando centinaia di lavoratori (il reale numero delle vittime è tuttora sconosciuto), dipendenti della United Fruit, vennero massacrati dall’esercito per porre fine allo sciopero che portavano avanti da settimane per ottenere migliori condizioni di lavoro e più alti salari.

Il sito riporta la storia dell’arrivo della compagnia, lo sviluppo della produzione agricola, le ragioni addotte dai lavoratori e il resoconto della repressione. Un avvenimento tragico e poco conosciuto, soprattutto in Europa.

Il colpo di stato in Guatemala fa da sfondo al romanzo Tempi Duri (Tiempos Recios) (Einaudi, 316 pagine, 20 Euro) pubblicato nel 2019 dal controverso scrittore peruviano Mario Vargas Llosa , premio Nobel per la letteratura nel 2010: la tesi dell’autore, in questo che possiamo considerare un romanzo storico, è che gli USA, impedendo lo sviluppo di un regime democratico in Guatemala, aprirono la porta alla radicalizzazione dei movimenti progressisti in tutta l’America Latina.

Mario Vargas Llosa

Una recensione del libro in italiano si può trovare sul sito Gli amanti dei libri e una in spagnolo su quello del quotidiano di Barcellona La Vanguardia .

Nella pagina di Wikipedia su Enrique Trinidad Oliva, un’utile cronologia dei fatti che portarono al potere Carlos Castillo Armas, in seguito al colpo di stato che fece cadere Jacobo Árbenz.

Carlos Castillo Armas

Prima di concludere, un doveroso ringraziamento a Laura e alle altre persone che con le loro puntuali segnalazioni ci permettono di proporre la rassegna sull’America Latina e senza le quali non saremmo grado di realizzare questo lavoro.

         Luca

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