Operaicidio

Il magistrato Bruno Giordano, impegnato da anni nelle denunce delle morti sul lavoro, ha pubblicato un libro che abbiamo già citato in precedenti articoli qui su Prateria Ribelle: si tratta di Operaicidio (2025, Edizioni Marlin, 192 pagine, 16,90 Euro), scritto in collaborazione con Marco Patucchi, giornalista del quotidiano La Repubblica, autore di un precedente saggio, che abbiamo recensito, sugli incidenti sul lavoro, dal titolo Morire di Lavoro (2022, Edizioni La Repubblica, 160 pagine, Euro 9,90).

Nell’introduzione, lo storico Luciano Canfora scrive (pagg. 6-7): Le cause di questo stillicidio di morte non vanno ascritte al fato (…). Sono cause identificabili (…). Per esempio, la ventata liberistica, il morboso e cinico perseguimento del maggior profitto, che hanno reso normale il meccanismo di inestricabili scatole cinesi dei subappalti; per esempio, l’arruolamento in nero di manodopera non doverosamente addestrata, ma presa per la gola perché priva di diritti e perciò pronta a tutto.

(…) I processi durano anni, principi del foro profondono tesori della loro destrezza leguleia al ben retribuito servizio del ceto liberalproprietario. Al termine dello snervante iter, prevalgono l’oblio e la stanchezza di chi ha chiesto invano giustizia.

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Le proposte del magistrato Bruno Giordano per combattere l’inaccettabile strage di lavoratori e lavoratrici legata alla mancanza di sicurezza sui posti di lavoro

In un articolo che pubblichiamo contestualmente a questo, abbiamo recensito il lavoro del magistrato Bruno Giordano sugli omicidi sul lavoro (Operaicidio, 2025, Edizioni Marlin, 192 pagine, 16,90 Euro).

In questo spazio ci concentriamo sulle sue proposte per mettere un freno a questo fenomeno, indegno di un Paese civile, fondato sul lavoro, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione.

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L’orrendo sfascio di Milano

Prendiamo a prestito da Dario Fo il titolo di una sua litografia dal titolo Sant’Ambrogio e l’orrendo sfascio di Milano per parlare di quanto è accaduto negli ultimi anni, a Milano, come in altre città, nell’intento – purtroppo riuscito o almeno in fase di avanzata realizzazione – di trasformare l’area metropolitana in un territorio da depredare a vantaggio di speculatori e finanziarie, nel quale la presenza popolare si riduce costantemente a vantaggio di una sostituzione sociale basata sul reddito e sulla diponibilità economica (la cosiddetta gentrificazione).

Per farlo, ci serviremo di diversi contributi apparsi in rete e di molti dati e considerazioni presenti nel libro Contro Milano – Ascesa e caduta di un modello di città, pubblicato nel 2025 dal giornalista de Il Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto per i tipi di Paper First (368 pagine, 18 Euro), in cui vengono analizzate le iniziative (e le omissioni) delle amministrazioni municipali guidate da esponenti di centrodestra (Giuseppe Albertini e Letizia Moratti) e di centrosinistra (Giuliano Pisapia e, soprattutto, Giuseppe Sala).

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C’era una volta un Paese

Il sociologo e fotografo Carlos Moreira ci accompagna questa volta in un cammino attraverso l’ex Jugoslavia. Il testo originale in spagnolo si trova al termine della traduzione italiana

Sono a Belgrado e sto cercando la fermata del 95. Non capisco il serbo. Ancora meno l’alfabeto cirillico. Fortunatamente, girando l’angolo, vedo il cartello con i numeri arabi scritti in bianco. Da tutte le parti spuntano belle donne. Come diceva Gabriel García Márquez, in natura non c’è niente di più bello di una bella donna. Salgo sull’autobus. Due bellezze si siedono davanti a me. Sono assorto. Potrei rimanere così per sempre. Loro non smettono nemmeno per un secondo di guardare il cellulare.

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Le vene aperte dell’Africa – Intervista allo studioso congolese Benjamin Mugisho

Il primo articolo del 2026 del sociologo e fotografo Carlos Moreira è un’intervista, in cui lo studioso Benjamin Mugisho espone la sua lettura a proposito dell’Africa del nuovo millennio.

L’articolo viene proposto prima nella sua traduzione in italiano e poi nella versione originale in lingua spagnola. Riprende il titolo di un importante saggio dell’intellettuale uruguayano Eduardo Galeano uscito nel 1971 con il titolo Las venas abiertas de América Latina (Le vene aperte dell’America Latina).

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Si sfalda il mito del privato – Il caso dell’Ospedale San Raffaele di Milano

È opinione diffusa quella per cui il privato funziona meglio del pubblico, nonostante ciò che sperimentiamo quotidianamente con le banche, con gli operatori telefonici o di servizi di pubblica utilità privatizzati e con altre aziende.

Da un lato, attese per un tempo prossimo all’infinito per ricevere un’attenzione frequentemente non all’altezza né di quanto paghiamo, né della fatica che facciamo per trovare una persona che si occupi dei nostri problemi. Dall’altra, servizi spesso di scarsa qualità e non rispondenti a quanto ci era stato promesso.

La sanità appartiene a una narrazione tutta dalla parte del privato. Nonostante l’alto livello di professionalità che generalmente si riscontra nelle strutture pubbliche – al netto delle carenze di personale – cresce il numero di coloro che ritengono che sia meglio farsi trattare come clienti in centri privati, anziché come utenti nelle strutture pubbliche.

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Antisemitismo o antisionismo ?

Certamente l’Antisemitismo (come ogni forma di razzismo) è un cancro della società che va estirpato. Ma per questo esistono già leggi efficaci nel nostro Paese (come la legge Mancino), purtroppo ben poco applicata.

Purtroppo stiamo assistendo a una divaricazione tra un razzismo di serie A e uno di serie B. Mentre si continua impunemente ad alimentare l’odio contro gli immigrati (meglio se arabi o africani) siamo già a 4 proposte di legge (ultima quella del senatore PD Delrio) volte a colpire le proteste contro il genocidio palestinese e ogni critica verso lo stato di Israele. Questo con il pretesto di colpire l’antisemitismo (un antisemitismo che, come abbiamo visto, viene abilmente confuso con l’antisionismo).

La famiglia riunita

Ultimo contributo a Prateria Ribelle per il 2025 del sociologo e fotografo Carlos Moreira. Questa volta la fotografia è protagonista assoluta. Nell’augurarvi buona lettura, vi ricordiamo che al termine della versione italiana è possibile leggere il testo originale in spagnolo.

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