Per la Sanità Pubblica – Manifestazione regionale a Milano Sabato 11 Aprile 2026 – ore 15.00 – Palazzo Lombardia

Sabato 11 aprile 2026 alle 15.00 si svolgerà una manifestazione regionale per la sanità pubblica davanti a Palazzo Lombardia (Via Melchiorre Gioia).

Le richieste sono chiare:

  • un piano straordinario per abbattere le liste d’attesa
  • più risorse e più sostegno per il personale sanitario
  • l’attivazione reale di un vero Centro Unico di Prenotazione
  • maggiore trasparenza nella gestione del sistema sanitario
  • basta con le nomine politiche
  • stop alla “superintramoenia”

Si tratta di rivendicazioni concrete, che indicano la necessità di restituire centralità alla sanità pubblica e di garantire davvero l’accesso alle cure.

Al centro della piattaforma c’è anche la richiesta di riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato, rafforzando le strutture pubbliche, fermando l’esternalizzazione selvaggia e introducendo controlli reali e trasparenti sulle convenzioni.

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E le donne della mia città?

Un nuovo articolo del sociologo e fotografo Carlos Moreira, che Prateria Ribelle pubblica in occasione dell’8 marzo. Questa è la traduzione dell’originale in spagnolo, che si trova al termine del testo in italiano.

Gli amici in coro mi dicono che non c’è molto da vedere. Compro comunque il biglietto. In linea di massima so dove vado. Non viaggio a caso. La sera prima vado a letto presto. All’una e dieci del mattino suona la sveglia del cellulare. Un’ora dopo arrivo all’aeroporto. Alle tre e un quarto scivolo sul sedile di un aereo semivuoto. Dormo ininterrottamente per tutte e due le ore di volo. Mi sveglio in un impressionante deserto che ha il colore del sangue.

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Operaicidio

Il magistrato Bruno Giordano, impegnato da anni nelle denunce delle morti sul lavoro, ha pubblicato un libro che abbiamo già citato in precedenti articoli qui su Prateria Ribelle: si tratta di Operaicidio (2025, Edizioni Marlin, 192 pagine, 16,90 Euro), scritto in collaborazione con Marco Patucchi, giornalista del quotidiano La Repubblica, autore di un precedente saggio, che abbiamo recensito, sugli incidenti sul lavoro, dal titolo Morire di Lavoro (2022, Edizioni La Repubblica, 160 pagine, Euro 9,90).

Nell’introduzione, lo storico Luciano Canfora scrive (pagg. 6-7): Le cause di questo stillicidio di morte non vanno ascritte al fato (…). Sono cause identificabili (…). Per esempio, la ventata liberistica, il morboso e cinico perseguimento del maggior profitto, che hanno reso normale il meccanismo di inestricabili scatole cinesi dei subappalti; per esempio, l’arruolamento in nero di manodopera non doverosamente addestrata, ma presa per la gola perché priva di diritti e perciò pronta a tutto.

(…) I processi durano anni, principi del foro profondono tesori della loro destrezza leguleia al ben retribuito servizio del ceto liberalproprietario. Al termine dello snervante iter, prevalgono l’oblio e la stanchezza di chi ha chiesto invano giustizia.

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Le proposte del magistrato Bruno Giordano per combattere l’inaccettabile strage di lavoratori e lavoratrici legata alla mancanza di sicurezza sui posti di lavoro

In un articolo che pubblichiamo contestualmente a questo, abbiamo recensito il lavoro del magistrato Bruno Giordano sugli omicidi sul lavoro (Operaicidio, 2025, Edizioni Marlin, 192 pagine, 16,90 Euro).

In questo spazio ci concentriamo sulle sue proposte per mettere un freno a questo fenomeno, indegno di un Paese civile, fondato sul lavoro, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione.

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L’orrendo sfascio di Milano

Prendiamo a prestito da Dario Fo il titolo di una sua litografia dal titolo Sant’Ambrogio e l’orrendo sfascio di Milano per parlare di quanto è accaduto negli ultimi anni, a Milano, come in altre città, nell’intento – purtroppo riuscito o almeno in fase di avanzata realizzazione – di trasformare l’area metropolitana in un territorio da depredare a vantaggio di speculatori e finanziarie, nel quale la presenza popolare si riduce costantemente a vantaggio di una sostituzione sociale basata sul reddito e sulla diponibilità economica (la cosiddetta gentrificazione).

Per farlo, ci serviremo di diversi contributi apparsi in rete e di molti dati e considerazioni presenti nel libro Contro Milano – Ascesa e caduta di un modello di città, pubblicato nel 2025 dal giornalista de Il Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto per i tipi di Paper First (368 pagine, 18 Euro), in cui vengono analizzate le iniziative (e le omissioni) delle amministrazioni municipali guidate da esponenti di centrodestra (Giuseppe Albertini e Letizia Moratti) e di centrosinistra (Giuliano Pisapia e, soprattutto, Giuseppe Sala).

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C’era una volta un Paese

Il sociologo e fotografo Carlos Moreira ci accompagna questa volta in un cammino attraverso l’ex Jugoslavia. Il testo originale in spagnolo si trova al termine della traduzione italiana

Sono a Belgrado e sto cercando la fermata del 95. Non capisco il serbo. Ancora meno l’alfabeto cirillico. Fortunatamente, girando l’angolo, vedo il cartello con i numeri arabi scritti in bianco. Da tutte le parti spuntano belle donne. Come diceva Gabriel García Márquez, in natura non c’è niente di più bello di una bella donna. Salgo sull’autobus. Due bellezze si siedono davanti a me. Sono assorto. Potrei rimanere così per sempre. Loro non smettono nemmeno per un secondo di guardare il cellulare.

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Le vene aperte dell’Africa – Intervista allo studioso congolese Benjamin Mugisho

Il primo articolo del 2026 del sociologo e fotografo Carlos Moreira è un’intervista, in cui lo studioso Benjamin Mugisho espone la sua lettura a proposito dell’Africa del nuovo millennio.

L’articolo viene proposto prima nella sua traduzione in italiano e poi nella versione originale in lingua spagnola. Riprende il titolo di un importante saggio dell’intellettuale uruguayano Eduardo Galeano uscito nel 1971 con il titolo Las venas abiertas de América Latina (Le vene aperte dell’America Latina).

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Si sfalda il mito del privato – Il caso dell’Ospedale San Raffaele di Milano

È opinione diffusa quella per cui il privato funziona meglio del pubblico, nonostante ciò che sperimentiamo quotidianamente con le banche, con gli operatori telefonici o di servizi di pubblica utilità privatizzati e con altre aziende.

Da un lato, attese per un tempo prossimo all’infinito per ricevere un’attenzione frequentemente non all’altezza né di quanto paghiamo, né della fatica che facciamo per trovare una persona che si occupi dei nostri problemi. Dall’altra, servizi spesso di scarsa qualità e non rispondenti a quanto ci era stato promesso.

La sanità appartiene a una narrazione tutta dalla parte del privato. Nonostante l’alto livello di professionalità che generalmente si riscontra nelle strutture pubbliche – al netto delle carenze di personale – cresce il numero di coloro che ritengono che sia meglio farsi trattare come clienti in centri privati, anziché come utenti nelle strutture pubbliche.

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