Nuove leggi repressive in preparazione. Ora si deforma il concetto di “Antisemitismo”

Non bastava il DL Sicurezza (di cui il nostro blog si è occupato) ora le grandi proteste contro il genocidio a Gaza ha indotto la maggioranza parlamentare a presentare alcuni disegni di legge che, deformando gravemente il concetto di “Antisemitismo” impedirebbero ogni forma di protesta contro la politica israeliana (come già avviene in Germania e nel Regno unito). Riportiamo una analisi sul tema da “Umanità nova”

“In un precedente articolo abbiamo evidenziato il rischio di una nuova stretta repressiva da parte del governo con il pretesto della lotta all’antisemitismo, cerchiamo ora di fare chiarezza su quanto si sta preparando.

Sull’argomento sono stati presentati in parlamento ben 3 disegni di legge:

– il ddl 1004 firmato dai leghisti Romeo, Pirovano e Bergesio, che essendo stato presentato a gennaio 2024 è già in avanzata fase di discussione in commissione al Senato;

– il ddl 1575 a firma del renziano Scalfarotto presentato a luglio 2025;

– e – da ultimo – il ddl 1627 presentato ad agosto 2025 dal forzista Gasparri.

A differenza del famigerato ddl “Sicurezza” (che era stato presentato direttamente dal governo nel suo insieme) qui ci troviamo di fronte, almeno apparentemente, alle proposte di singoli parlamentari. Ma è un elemento per nulla rassicurante dato che i temi securitari e repressivi sono un forte collante per la maggioranza (e anche per una parte non secondaria dell’opposizione parlamentare).

segue

Mirko Serpelloni, vittima di un infortunio sul lavoro a 27 anni – Maruska Ambrosini, la dignità di una madre

Nel suo libro I figli dell’Arbat, del 1988, lo scrittore sovietico Anatoly Rybakov scrisse una frase divenuta a suo modo celebre: Una morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.

La nostra sensazione è che i morti sul lavoro e le vittime di incidenti e malattie professionali vengano trattati dai media come numeri di una statistica.

Proprio perché rifiutiamo questo atteggiamento, cerchiamo di dare visibilità alle vittime, alle loro storie, alla loro umanità: ci ribelliamo al tentativo di rinchiudere questo fenomeno in una pura questione numerica.

Dietro a ogni incidente mortale, a ogni infortunio grave, a ogni seria malattia professionale ci sono vicende di sofferenza, che coinvolgono non solo lavoratori e lavoratrici, ma anche le persone a loro vicine.

Mettere in luce l’essere umano, al di là dei già terribili numeri, ci sembra il modo più rispettoso per affrontare questo argomento, insieme alla volontà di batterci al fianco delle OO.SS. che fanno della difesa dell’incolumità fisica e psicologica di chi lavora uno degli obiettivi delle loro lotte e delle loro rivendicazioni, situandosi pertanto con la loro attività in una posizione diametralmente opposta rispetto alla retorica vuota delle istituzioni, che fanno assai poco per porre un freno a questo terribile fenomeno.

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“Un preludio a nuovi conflitti”

Carlos Moreira, sociologo e fotografo, a colloquio con l’economista Roberto Fuentes a proposito della realtà delle maquiladoras, le aziende sorte in Messico, soprattutto ai confini con gli Stati Uniti. L’attenzione è in questo caso focalizzata sulla città di Tijuana.

Al termine della traduzione in italiano, l’originale in spagnolo.

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Francesi in lotta per l’uguaglianza

Il 10 settembre e il 18 settembre 2025 ampi settori della società civile e dei diversi comparti lavorativi francesi sono stati protagonisti di mobilitazioni contro le politiche governative, per la difesa di posti di lavoro e servizi sociali e per una redistribuzione della ricchezza nazionale.

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Welcome to Tijuana

Presentiamo questo mese la conversazione che il sociologo e fotografo Carlos Moreira, nostro collaboratore, ha avuto con il professor José de Arcos (Università Autonoma della Baja California) su questioni riguardanti i migranti che attraversano la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Dal colloquio emergono aspetti particolarmente interessanti.

N.B. Dopo la traduzione in italiano, il testo in lingua originale.

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Gli incidenti sul lavoro non vanno in ferie

D’estate le persone lavorano meno, quindi si potrà avere una pausa nello stillicidio nelle notizie sugli incidenti gravi sui posti di lavoro.

L’affermazione sembra ragionevole, ma non corrisponde al vero, visto che anche in questi mesi abbiamo dovuto registrare vittime fra lavoratori in diverse zone e in diversi settori lavorativi in Italia.

Il governo? Bene, grazie. L’informazione? In gran parte, attenta il giorno dopo, un po’ meno nei successivi due o tre giorni, poi, secondo consuetudine, tutto cade nel dimenticatoio. Fanno eccezione, per fortuna, alcune testate e alcuni professionisti, ma il panorama è desolante.

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L’agonia dei trasporti pubblici di superficie a Milano

Milano è sotto inchiesta per la gestione dell’urbanizzazione e per la costruzione di case con il sospetto di attività illecite volte a favorire i palazzinari di turno, sottraendo risorse alla Pubblica Amministrazione e quindi alla cittadinanza.

In pratica, potrebbero essere stati “condonati” ai costruttori gli oneri di urbanizzazione per l’edificazione di nuovi palazzi, spacciando per ristrutturazioni quelle che erano costruzioni belle e buone.

Se così fosse (vedremo l’esito delle inchieste), bisognerebbe spiegare alla fascia di cittadinanza che utilizza i mezzi pubblici perché dovrebbe accettare un servizio che, per quanto riguarda le linee di superficie, è in costante peggioramento, mentre a chi si arricchisce trasformando Milano in una città per benestanti non vengono fatte pagare le tasse corrispondenti.

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