Gli incidenti sul lavoro non vanno in ferie

D’estate le persone lavorano meno, quindi si potrà avere una pausa nello stillicidio nelle notizie sugli incidenti gravi sui posti di lavoro.

L’affermazione sembra ragionevole, ma non corrisponde al vero, visto che anche in questi mesi abbiamo dovuto registrare vittime fra lavoratori in diverse zone e in diversi settori lavorativi in Italia.

Il governo? Bene, grazie. L’informazione? In gran parte, attenta il giorno dopo, un po’ meno nei successivi due o tre giorni, poi, secondo consuetudine, tutto cade nel dimenticatoio. Fanno eccezione, per fortuna, alcune testate e alcuni professionisti, ma il panorama è desolante.

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Un mondo a parte

Pubblichiamo l’articolo che Carlos Moreira, sociologo e fotografo, ci ha inviato sulla sua esperienza in una villa miseria della periferia di Buenos Aires. Come sempre, a disposizione dei lettori la traduzione italiana e l’originale in lingua spagnola.

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L’agonia dei trasporti pubblici di superficie a Milano

Milano è sotto inchiesta per la gestione dell’urbanizzazione e per la costruzione di case con il sospetto di attività illecite volte a favorire i palazzinari di turno, sottraendo risorse alla Pubblica Amministrazione e quindi alla cittadinanza.

In pratica, potrebbero essere stati “condonati” ai costruttori gli oneri di urbanizzazione per l’edificazione di nuovi palazzi, spacciando per ristrutturazioni quelle che erano costruzioni belle e buone.

Se così fosse (vedremo l’esito delle inchieste), bisognerebbe spiegare alla fascia di cittadinanza che utilizza i mezzi pubblici perché dovrebbe accettare un servizio che, per quanto riguarda le linee di superficie, è in costante peggioramento, mentre a chi si arricchisce trasformando Milano in una città per benestanti non vengono fatte pagare le tasse corrispondenti.

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Pisa, Primo agosto 1944

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo questa testimonianza sui fatti accaduti a Pisa il Primo agosto 1944, in occasione dell’ottantunesimo anniversario dal loro svolgimento. I nazisti entrarono nella casa di Giuseppe Pardo Roques, parnàs di Pisa (parnàs è il termine ebraico con cui gli ebrei sefarditi indicano il loro presidente) uccidendo tutte le persone presenti.

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Stato di polizia ? Il Parlamento approva

4/5/2025 approvato in pochi giorni a colpi di fiducia sia dalla Camera che dal Senato, VERGOGNA !

A partire da ieri 26 maggio 2025 è in discussione in Parlamento per la definitiva conversione in legge (a colpi di voti di fiducia) il famigerato DL “Sicurezza” n. 48/2025, varato con un colpo di mano dal governo lo scorso 4 aprile. Un provvedimento che ha attuato un gravissimo giro di vite securitario, introducendo oltre 20 nuovi reati e corpose norme a tutela delle forze di polizia.

Rinviamo agli articoli apparsi in precedenza per una analisi più approfondita del Decreto. Ricordiamo qui solo che il provvedimento ha esteso enormemente i poteri delle forze di polizia e ridotto le libertà civili e di manifestazione.

Per gli agenti delle forze dell’ordine è prevista la possibilità di portare armi senza licenza fuori servizio (art. 28), possono indossare videocamere (ma non è previsto un codice identificativo) (art. 21), i reati commessi da agenti infiltrati (anche con funzioni direttive) in organizzazioni terroristiche non sono punibili (art. 31) così come i reati commessi da militari all’estero (art. 30), tutti i reati compiuti contro le forze dell’ordine sono aggravati ( vari art.) ma per i reati compiuti da agenti è prevista la tutela dello Stato fino a 10.000 euro (art. 22 ).

I risultati si sono visti a partire dal giorno stesso dell’entrata in vigore del decreto (12 aprile) quando in diverse città la polizia ha caricato a manganellate cortei pacifici, spezzandoli in due solo per fermare persone considerate responsabili di semplici scritte murali.

Nello stesso tempo sono stati fortemente limitati i diritti di manifestazione ed espressione anche se le proteste vengono condotte in modo pacifico e non violento: pene severe per blocchi stradali e ferroviari (art. 14), aggravamento delle pene per occupazioni di immobili (art. 10) ampliamento del DASPO urbano e arresto in differita (art. 13), nuovi reati di rivolta carceraria e nei CPR (art. 26-27), la semplice detenzione di scritti “terroristici” è diventata reato (art. 1), senza contare le norme contro le detenute madri, i Rom e la cannabis light.

In questo momento gravido di pericoli  è più che mai indispensabile rafforzare la mobilitazione di piazza per difendere e riconquistare sempre maggiori spazi di libertà.

Zub

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