I pendolari della Valtellina si mobilitano

I pendolari della Valtellina, stufi dei disservizi, si organizzano e chiedono il rispetto dei loro diritti e un servizio pubblico all’altezza delle loro necessità.

Mobilitati da tempo, ancora in questi giorni i pendolari sono impegnati in raccolte di firme e in iniziative pubbliche per ottenere sostanziali miglioramenti nel funzionamento delle linee Milano-Tirano e Colico-Chiavenna, colpite da cancellazioni e ritardi.

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Dardo

Pubblichiamo un nuovo testo che ci è stato inviato dal sociologo e fotografo Carlos Moreira: questa volta si tratta di considerazioni attorno alla Giornata della Memoria.

Anche in questo caso, abbiamo scelto di pubblicare sia la traduzione in italiano, sia, di seguito, il testo in spagnolo, la lingua utilizzata dall’autore.

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I ricchi hanno vinto? Considerazioni su un libro di Riccardo Staglianò

Un agile libro di Riccardo Staglianò, Hanno vinto i ricchi (Einaudi, 2024, 160 pagg., 13 Euro), ha per titolo questa perentoria affermazione.

Dal nostro punto di vista, dare per terminato un processo storico è sempre azzardato.

Se i ricchi hanno vinto – tempo passato e quindi percorso terminato – non ha più senso impegnarsi per contestare un successo dato per acquisito.

Noi la pensiamo diversamente: la storia non è conclusa e ci sono gli spazi per contestarne gli esiti, che sono temporanei e soggetti ai cambiamenti che sono propri di ogni attività umana.

Per farla breve: criticare l’attuale sistema socioeconomico non solo è legittimo ma, ci auguriamo, anche utile per riuscire a cambiarlo.

Fatta questa premessa, è indubbio chi stia vincendo in questo momento storico e l’autore del breve saggio coglie nel segno, delineando alcune dinamiche in atto nel mondo contemporaneo con la tecnica del giornalismo, quindi senza dilungarsi in tabelle, grafici e analisi economiche, ma snocciolando cifre e descrivendo alcune situazioni e vicende particolari.

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Recensione: Alfredo Somoza – Mezzo secolo di America Latina

Chiudiamo il trittico di approfondimenti dedicati all’America Latina – cominciato dall’articolo sulle vicende legate ai desaparecidos di Iguala in Messico e proseguito con l’intervento del sociologo e fotografo Carlos Moreira sul muro che separa la frontiera tra Messico e USA – con una recensione del libro di Alfredo Somoza sull’America Latina dal golpe alla Moneda del 1973 in Cile a quello che l’autore definisce il nuovo ordine globale di questi anni.

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Un buco nel muro (la frontiera Messico-USA)

Il sociologo e fotografo Carlos Moreira ci ha inviato un testo sulla frontiera tra Messico e USA che pubblichiamo volentieri

Abbiamo scelto di pubblicare sia la traduzione in italiano, sia, di seguito, il testo in spagnolo, la lingua originale.

Nel suo famoso quadro sulle fucilazioni napoleoniche, Goya decise di utilizzare una prospettiva insolita per la sua epoca. Non dipinse la scena drammatica vista dalle spalle dei soldati o dalla parte dei condannati, ma scelse di farlo da una specie di diagonale che permetteva di apprezzare, su un piano intero e con simultaneità, sia le vittime, sia il plotone d’esecuzione. Così facendo, riuscì a realizzare una composizione contemporaneamente asimmetrica ed equilibrata.

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Messico: dieci anni di menzogne e depistaggi per i “desaparecidos” di Iguala

Sono passati dieci anni, dieci anni di menzogne e depistaggi dalla tragica notte del 26 settembre 2014 quando a Iguala (Messico) “scomparvero” 43 studenti. Nemmeno durante gli anni della presidenza (da poco giunta al termine) del “progressista” Andrés Manuel López Obrador (AMLO) sono stati fatti progressi nelle indagini, anzi le più alte autorità politiche e giudiziarie del Paese sembrano fare a gara per stendere una cortina fumogena sulla vicenda.

Riportiamo da “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” una ampia ricostruzione dello storico Claudio Albertani

6 settembre no se olvida

Nel corso della sera/notte del 26 settembre 2014,  43 studenti della Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa, (Stato di Guerrero) vennero desaparecidos a Iguala una cittadina a 140 chilometri da Chilpancingo, la capitale statale. In seguito, sei persone risultarono assassinate

tra loro tre studenti normalisti, a uno dei quali venne scarnificata la faccia e cavati gli occhi mentre era ancora in vita – e oltre 40 subirono lesioni, in quel che è stato definito il 2 ottobre del XXI secolo

segue

Questo articolo lo avete già letto perché gli incidenti sul lavoro non finiscono mai

Dicembre 2024: l’ennesimo mese tragico per gli incidenti sul lavoro. Niente di nuovo, si potrebbe pensare. Ossia, ci dobbiamo abituare alla normalità di notizie (presto rimosse dai canali di informazione) che riguardano la morte di persone che stanno svolgendo la loro professione. Quando si tratta di infortuni non mortali (e non per questo di scarsa gravità), le notizie non vengono nemmeno date.

Eppure, sono circa 600.000 gli infortuni sul lavoro a cui si devono aggiungere le circa 60.000 malattie professionali certificate ogni anno.

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Morti tre giovani a Ercolano nell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio

Il 18 novembre 2024 a Ercolano, in provincia di Napoli, sono morte tre giovani persone nell’esplosione di una fabbrica di fuochi di artificio: le due gemelle Aurora e Sara Esposito, di 26 anni, e Samuel Tafciu, di 18 anni.

Le prime informazioni sull’accaduto dal sito di Rai News.

Un approfondimento è disponibile sul sito di Fanpage, con la possibilità di ascoltare l’intervista al sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto.

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