I problemi e le prospettive offerte dall’Intelligenza artificiale sono oggi un tema di viva attualità, per questo motivo presentiamo una intervista a Stefano Borroni Barale, autore del libro “L’intelligenza inesistente. Un approccio conviviale all’intelligenza artificale”, Altreconomia, 2023 pubblicato sulla rivista “Collegamenti”
“L’Ai attuale è una grande operazione ideologica e di marketing confezionata per aumentare il controllo delle person e restringere il margine di libertà digitale” (1)
L’Intelligenza artificiale (Ai) è un tema oggi talmente di moda che persino il papa ha ritenuto indispensabile dire la sua sull’argomento. Un utile strumento per orientarsi in questo profluvio di notizie, in genere sensazionalistiche e spesso fuorvianti, è fornito dal libro recentemente pubblicato di Stefano Borroni Barale, “L’intelligenza inesistente. Un approccio conviviale all’intelligenza artificale”, Altreconomia, 2023. Un agile saggio divulgativo alla portata anche del lettore meno esperto.
Il titolo “L’intelligenza inesistente” rimanda esplicitamente ad Agilulfo il “cavaliere inesistente” creato da Italo Calvino, un paladino che pur “non esistendo” riesce comunque a combattere valorosamente al servizio di Carlomagno (“Bé, per essere uno che non esiste, siete in gamba !” sbotta a un certo punto l’imperatore).
Più precisamente per l’autore – a differenza di quanto sostengono i millantatori – non esiste oggi (né è alle viste) una Ai “forte” in grado di pensare come un essere umano ma solo un’Ai “debole” in grado di “simulare” alcuni aspetti del pensiero umano. Una Ai che funziona solo grazie al lavoro costante di un vasto proletariato digitale, invisibile e malpagato (i cosiddetti “turchi meccanici” o “turker”). (2)
“Collegamenti” ha posto alcune domande all’autore. (3)
Mentre gli entusiasti esaltano le prospettive che ci offre lo sviluppo dell’Ai, a molti non ne sono sfuggiti i pericoli, dal punto di vista della privacy, della violazione del diritto d’autore e dell’uso bellico (come il controllo totale sui palestinesi nella “smart city” di Hebron e i droni israeliani che seminano morte a Gaza). Secondo te quali sono i maggiori rischi di questa nuova tecnologia, così come si va configurando ?
SEGUE