Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, esponente di spicco di Forza Italia, ha ritenuto necessario sottolineare come Mussolini abbia fatto “anche cose positive”. Naturalmente fino alla guerra o alle Leggi Razziali. Bontà sua, a Tajani sorge il dubbio, presto fugato, che anche prima, con il delitto Matteotti, non è che Mussolini fosse stato un luminoso esempio.
Cosa lo ha spinto a fare una dichiarazione simile? Che bisogno c’era di affermare qualche cosa di così banale e al contempo di così superficiale e distorto rispetto alla realtà storica?
Il befano e la bambina
Ovvio. Mussolini ha fatto anche cose buone, come si sente dire in giro da persone non esattamente qualificabili come intellettuali o neanche solo capaci di pensare un po’ più in profondità. Chi non ha fatto anche cose buone? È da supporre che Tajani vorrà quindi istruirci prossimamente anche sui successi di Stalin nel trasformare la Russia in una potenza mondiale (magari, nella sua cronologia, prima della creazione dei gulag); o forse sulla diminuzione della disoccupazione e sulla costruzione della “macchina del popolo” – la VolksWagen – nella Germania degli anni ’30 (prima della guerra, naturalmente); oppure, chissà, si sarà informato sulle cose buone fatte da Erode (prima della strage degli innocenti), dal conte Dracula (prima che succhiasse il sangue delle sue vittime) o del mostro di Milwaukee (prima delle sue azioni da serial killer).
Il fatto è che se uno commette delle atrocità che ne condizionano irrimediabilmente l’immagine, cercare degli aspetti positivi nella sua esistenza dovrebbe servire solo per riflettere in modo disilluso e, possibilmente, critico, sugli avvenimenti della storia per darle quel ruolo di “maestra di vita” che si è giustamente voluto darle. Non per rivalutare il personaggio in questione.Continua a leggere “Ha fatto anche cose buone”
Oggi 29 aprile 1976 moriva Gaetano Amoroso. Insieme ad altri compagni, era stato aggredito e accoltellato la sera del 27 aprile 1976 in via Uberti a Milano da un gruppo di fascisti. Gli assassini (Cavallini, Folli, Cagnani, Pietropaolo, Terenghi, Croce, Frascini, Forcati), tutti provenienti alla sede del Msi di via Guerrini, con lo scopo preciso di uccidere. Gaetano morì nella notte tra il 29 e il 30 aprile. Gli otto assassini fascisti furono arrestati poche ore dopo il fatto: l’accusa iniziale di aggressione fu trasformata, quando il 30 aprile Gaetano morì per le ferite subite, in quella di omicidio premeditato e tentato omicidio pluriaggravato, quest’ultima per il ferimento di due compagni di Amoroso.