Prateria Ribelle si propone come luogo di dibattito per l’analisi della realtà e per la costruzione di piattaforme rivendicative nei diversi ambiti della società.Continua a leggere “PIATTAFORME RIVENDICATIVE”
PIATTAFORMA RIVENDICATIVA PER LA SCUOLA – OBIETTIVI

Questi sono alcuni punti a nostro avviso centrali nella battaglia per una scuola al servizio di tutti i cittadini e per la realizzazione del diritto allo studio per tutti i giovani:
- Aumento significativo degli investimenti nel settore educativo: la scuola non può funzionare meglio senza l’utilizzo di ingenti risorse economiche.
- Ristrutturazione degli edifici scolastici per la messa in sicurezza delle strutture oggi fatiscenti o pericolanti.

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TEST INVALSI – Territorio Ricchezza Educazione
Abbiamo recentemente analizzato i commenti dei risultati dei Test Invalsi da parte dei mezzi di informazione, mettendo in luce come anno dopo anno le analisi siano sempre le stesse, dando risalto di volta in volta all’aspetto linguistico, a quello matematico o alla lingua inglese, ma sottolineando in ogni occasione come sia forte il divario fra le regioni del nord e quelle del sud.Continua a leggere “TEST INVALSI – Territorio Ricchezza Educazione”
Accese contestazioni a Salvini al sud
Negli ultimi giorni dopo la calorosa accoglienza a Matteo Salvini a Milano Marittima, trasformata in succursale del direttorio leghista, Salvini ha continuato il suo tour elettorale spostandosi più a sud. Qui però ha incontrato un’accesa reazione da parte di molti. Contestazioni a Policoro, Polignano a Mare, Soverato, Siracusa, Catania.


Anche a Lecce iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo
Importante sentenza a Lecce: il giudice Antonio Barbetta della Prima sezione civile del Tribunale ordinario ha sentenziato che non c’è ragione ai sensi della Costituzione per impedire l’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, dopo che il Comune della città aveva bloccato l’iscrizione di un rifugiato che aveva richiesto la residenza.
Il caso segue quelli di Bologna e di Firenze e apre la possibilità per coloro che sono titolari di un permesso di soggiorno per asilo di oltrepassare gli stretti limiti imposti dalle recenti normative anti-immigrazione volute dal governo.Continua a leggere “Anche a Lecce iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo”
TEST INVALSI 2019 Una clamorosa scoperta: messa a bollire sul fuoco l’acqua si scalda!
Il teatrino dei commenti sulle prove INVALSI è tornato, stantio come ogni anno, vuoto e retorico, senza nessuna volontà di affrontare il problema, perché affrontarlo sul serio significherebbe chiedersi come possono ripetersi dati sostanzialmente analoghi nel tempo, dati che riaffermano una verità evidente: la scuola in una società diseguale non può che riflettere la disuguaglianza e perpetuarla, nonostante la buona volontà e l’ammirevole impegno di numerosissimi insegnanti e operatori scolastici.

Commentatori di varia provenienza sottolineano come ci siano disparità nei risultati fra Nord e Sud, proprio mentre il governo a trazione leghista, con l’autonomia regionale differenziata, vuole accentuare la differenza tra le regioni, non a vantaggio di chi è in ritardo e quindi deve recuperare, ma a esclusivo vantaggio di chi già gode di condizioni migliori.
Ribadiamolo una volta ancora: i risultati dei test standardizzati (come INVALSI o PISA) riflettono a livello territoriale, così come a livello individuale, le differenze di reddito fra gli studenti. Tanto che analisti e professionisti del settore educativo arrivano ad affermare che “basterebbe conoscere la dichiarazione dei redditi dei genitori per conoscere i risultati degli studenti” e questo anche in Italia, dove pure qualche dubbio sulla veridicità dei dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi è lecito averlo…

Prima di procedere, è forse opportuno spiegare molto brevemente cosa si intende per “test standardizzati”: si tratta di prove preparate sotto forma di quiz da parte di istituti specializzati e sottoposte a tutti gli alunni, senza distinzione territoriale o di altro tipo, per verificare il livello delle conoscenze degli studenti in un dato Paese (per l’Italia, le prove INVALSI) o in diversi Paesi (a livello internazionale, le prove PISA). Le critiche nei confronti di questi meccanismi di valutazione sono numerose e fondate e ci torneremo, ma in questo momento il problema che vogliamo analizzare è un altro e cioè il rapporto tra condizioni economiche della famiglia d’origine e risultati degli studenti. La letteratura in materia è sconfinata: per semplicità rimandiamo a questo articolo del quotidiano La Voce del 2017.

La tesi, supportata da innumerevoli ricerche a livello nazionale e internazionale, è questa: migliori sono le condizioni di partenza per quanto riguarda il livello economico, culturale, sociale della famiglia e migliori sono le condizioni socio-economiche del territorio in cui sorgono le scuole, migliori saranno i risultati degli studenti. Le prove standardizzate non fanno altro che fotografare una situazione già ben nota a tutti quanti da decenni. Ci si chiede se valga davvero la pena spendere tanti soldi per avere risultati che conosciamo già in anticipo.
Riteniamo utile fornire la possibilità di leggere alcuni commenti espressi nel tempo sui risultati INVALSI, a testimonianza del fatto che le nostre affermazioni sono fondate su dati e non su semplici supposizioni.
Per i dati del 2019 scegliamo Il Fatto Quotidiano: Invalsi, forti divari Nord-Sud nei risultati delle prove di matematica
Vediamo i commenti relativi al 2018, da Il Sole 24 Ore: Prove Invalsi, con il test di inglese si allarga il divario Nord-Sud
Facciamo un salto all’indietro nel tempo e vediamo i commenti relativi al 2015 dal sito di Rai News: Test Invalsi, il Sud arranca ancora su inglese, matematica e italiano
Andiamo allora al 2012, per verificare quali erano i commenti, ancora dal Sole 24 Ore: Il bilancio sulle prove Invalsi: alunni più bravi al Nord, il Sud è in ritardo
E chiudiamo con il 2008-2009, biennio per il quale abbiamo trovato un commento de Il Sussidiario: Invalsi, rapporto degli apprendimenti 2008-2009 della primaria: previsioni confermate. Leggiamo di cosa si tratta nell’articolo: “Insomma i dati ci dicono la solita e sempre più marcata differenza fra il centro nord e il sud, dove nel primo caso i risultati sono soddisfacenti mentre nel secondo piuttosto deludenti”.

Insomma, da oltre dieci anni vengono eseguiti test costosissimi in tutto il territorio nazionale per vedere confermato quanto già si prevedeva nel 2008 e cioè che al Sud i livelli di apprendimento sono meno elevati che al Centro-Nord. Ma in questi anni praticamente nulla e stato fatto per migliorare le condizioni di apprendimento delle fasce più disagiate e dei territori in difficoltà.

I test Invalsi servono solo per alimentare questo stucchevole stuolo di commenti retorici e inutili che ogni anno ci vengono propinati.
La scuola ha bisogno di ingenti investimenti a tutti i livelli per garantire più equità, che non vuol dire dare a tutti nella stessa misura né tantomeno dare ancora di più a chi si trova già in situazioni di privilegio territoriale, come si vorrebbe fare con l’Autonomia Regionale Differenziata, bensì maggiore sostegno a chi è più in difficoltà, sia tra le diverse regioni, sia nei territori, favorendo le scuole frequentate da alunni e studenti in situazioni di disagio socio-economico.
O si fa questa scelta o si continueranno a buttare via risorse per tornare a scoprire ogni anno l’acqua calda.

Prateria Ribelle
Autonomia Differenziata: scuola e sanità in pericolo
Si sta discutendo in questi giorni nel Consiglio dei Ministri del governo Lega-Cinque Stelle la questione della cosiddetta Autonomia Differenziata che, nelle intenzioni delle regioni che l’hanno promossa, dovrebbe portare alla separazione per territori di alcuni settori fondamentali della vita comune, tra cui la sanità e la scuola.

Alcune regioni, le più ricche, avrebbero a disposizione più fondi; le altre dovrebbero “sperare di cavarsela” con ciò che resta. Continua a leggere “Autonomia Differenziata: scuola e sanità in pericolo”
Denis Mukwege – Premio Nobel per la Pace 2018
Denis Mukwege è un medico congolese da anni impegnato sul campo per aiutare le donne vittime di violenza nel loro Paese a causa delle bande armate che spadroneggiano nelle zone dove si concentrano le risorse minerarie più ambite dalle grandi aziende internazionali che ne dominano i mercati. Tra queste il coltan, un minerale molto importante per l’industria legata alle nuove tecnologie.
Nel 2018 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace.

Di seguito un link a un servizio sul Congo realizzato da Rai News, che ci è sembrato significativo per conoscere le realtà da cui fuggono molti migranti, ma anche la forza della popolazione locale e di figure eccezionali, come quella del medico congolese:
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