Un bavaglio ai dipendenti pubblici ?

Sappiamo quanto sia importante che i lavoratori possano esercitare il diritto pubblico di critica (peraltro previsto dalla Costituzione) rispetto ai loro luoghi di lavoro.

Cosa accadrebbe se gli infermieri non potessero più denunciare le precarie condizioni della sanità, i ferrovieri la pericolosità del loro lavoro, gli insegnanti le pessime condizioni della scuola pubblica ?

Fantascienza ? No, è quanto accadrà con il nuovo codice di comportamento dei dipendenti della Pubblica amministrazione in cui tra l’altro il dipendente “è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale

Riportiamo in proposito l’intervento di un lavoratore

Il ritorno dei voucher

Tra le novità della legge di bilancio presentata dal governo Meloni abbiamo il ritorno dei voucher come sistema per compensare il lavoro occasionale, una forma di retribuzione che in passato aveva dato luogo a gravi abusi. Facciamo il punto della situazione riproponendo un articolo comparso su “Umanità Nova”

“Tra le ultime novità approvate dal governo Meloni abbiamo il poco gradito ritorno dei voucher come strumento di pagamento per lavori definiti “occasionali”.

Questa vergognosa forma di sfruttamento ha una lunga storia (vedi UN 11 marzo 2017). Istituiti formalmente con la legge Biagi (governo Berlusconi, D. L.vo 276/2003) che li riservava alla retribuzione di lavori “di natura meramente occasionale” di soggetti marginali (“lavoretti” di studenti, pensionati, casalinghe, disoccupati o disabili) hanno trovato per la prima volta effettiva applicazione solo nel 2008 (governo Prodi) quando sono stati introdotti sperimentalmente per prestazioni occasionali di tipo accessorio nel comparto delle vendemmie. L’obiettivo dichiarato era semplice: creare una forma agile di pagamento facendo emergere nel contempo il lavoro. SEGUE

Una medicina senza mercato – Recensione del libro “Brevettare la Salute?” di Silvio Garattini

Il professor Silvio Garattini, medico e farmacologo di caratura internazionale, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, ha pubblicato un libro dal titolo Brevettare la salute? Una medicina senza mercato (Il Mulino, 2022, pagg. 128, 12 Euro), in cui parla della sua visione della medicina e delle sue proposte per sganciare la medicina dalla tirannia del mercato e del profitto per restituirla al suo ruolo naturale di strumento per assicurare una vita migliore a tutti gli esseri umani.

Silvio Garattini

Intervistato dalla giornalista scientifica Caterina Visco, Garattini espone le sue opinioni sui brevetti e sulla medicina, toccando vari temi di grande interesse e attualità.

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Cooperative: strumento di solidarietà o di sfruttamento ?

Come è potuto accadere che uno strumento come le cooperative, nato nell’Ottocento come mezzo di solidarietà e di sviluppo delle classi più povere si sia trasformato (nella migliore delle ipotesi) in un nuovo modello di azienda capitalistica o (nella peggiore) in un mezzo di sfruttamento dei lavoratori ?

E’ ancora possibile invertire la tendenza, riproponendo un modello solidaristico di cooperazione ?

Alla prima domanda cerca di rispondere un agile libro di qualche anno fa di Giovanni Marilli e Daniele Ratti, “La cooperazione in Italia: dalla pratica solidale alla logica di mercato”, Zero in condotta, 2018

che mostra il passaggio dagli albori del mutualismo cattolico, mazziniano e socialista all’incontro con il sistema degli appalti delle amministrazioni locali (divenuto poi con Giolitti raffinato sistema di scambio e ricatto politico), alle compromissioni col fascismo, fino ai fasti e nefasti dell’Italia repubblicana.

Alla seconda cerca di rispondere (tra le altre) una riflessione proveniente dal mondo della cooperazione e scritta dal pordenonese Gian Luigi Bettoli (che riportiamo integralmente di seguito)

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Povertà e speranza di vita

La notizia non è nuova, ma mai come in questi casi vale la pena ripetersi: i poveri vivono meno a lungo dei ricchi. Le differenze economiche, abitative, di istruzione hanno effetti diretti sulle condizioni e sugli stili di vita delle persone, provocando come risultato finale una diversa aspettativa di vita.

Il professor Giuseppe Costa, docente presso l’Università di Torino, ne ha scritto tempo fa ed è ritornato sull’argomento in questi giorni, prendendo come riferimento il tram che si sposta dalla zona precollinare di Torino al quartiere popolare delle Vallette. A ogni km si perdono 6 mesi di speranza di vita, fino ad arrivare al capolinea con un’aspettativa di quattro anni inferiore rispetto a quella che si riscontra nei quartieri dove il tram comincia la sua corsa.

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Il cuore d’oro degli artisti e il diritto alla salute dei cittadini

La notizia ci arriva dal Regno Unito e più precisamente dalla Scozia.

Una famiglia non era più in grado di pagare le altissime bollette dell’elettricità e questo rischiava di compromettere la possibilità di fare funzionare le macchine che tengono in vita una ragazza dodicenne, che ha bisogno del sostegno costante di apparecchi che consumano molta energia.

Una famosa attrice è intervenuta e si è offerta di pagare la bolletta energetica. Sui mezzi di informazione, grandi lodi alla generosità dell’artista cinematografica che, con il suo intervento, ha risolto (almeno per il momento) il problema.

La vicenda è riportata da diversi organi di informazione, tra cui il sito del Mattino.

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Il pensiero della nuova estrema destra“Nella testa di Marine Le Pen”: un libro di Michel Eltchaninoff

La nomina di Giorgia Meloni a Presidente del Consiglio in Italia solleva interrogativi e riflessioni che vanno dal timore per una svolta autoritaria nel nostro Paese, secondo modelli quale quello di Orban in Ungheria, a posizioni che ritengono la leader di Fratelli d’Italia ormai una conservatrice più attenta a manifestare il proprio avvicinamento all’establishment che a strizzare l’occhio ai movimenti di estrema destra.

In questo intervento, ci proponiamo di analizzare un testo su Marine Le Pen, scritto da Michel Eltchaninoff nel 2017 e pubblicato da Actes Sud in Francia con il titolo Dans la tête de Marine Le Pen, mai tradotto in italiano, che analizza il percorso di colei che ha condotto, fino a pochi giorni fa, il Rassemblement National francese , nuova denominazione di quello che è stato il Front National dal 1972 al 2018.

Sia pure sostituita da pochi giorni nel ruolo di presidente del partito da Jordan Bardella, Marine Le Pen ne è stata la guida per parecchi anni, dal 2011 al 2022, durante i quali ha tentato di modificarne l’immagine ed è stata più volte candidata alla Presidenza della Repubblica Francese. Analizzare il suo percorso resta quindi interessante e attuale.

Marine Le Pen e Jordan Bardella
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Omaggio a Valerio Evangelisti

Riportiamo, dalla rivista “Collegamenti”, un articolo di Carla Pagliero sullo scrittore scomparso, contenente una intervista da lui rilasciata nel 2002.

Il 18 aprile del 2022 è morto Valerio Evangelisti, il primo autore italiano ad imporsi a livello internazionale in un genere letterario, quello fantastico, che nella narrativa italiana contemporanea non ha mai potuto contare sull’attenzione della critica e dell’intellighènzia letteraria. La scomparsa di Evangelisti ha, peraltro, risvegliato un certo interesse sull’autore e sulle sue opere. Molti i tributi e le iniziative che gli sono stati dedicati, ad incominciare da una raccolta di saggi di Evangelisti, curata da Alberto Sebastiani, uscita di recente da Odoya, dal titolo Le strade di Alphaville. Conflitto, immaginario e stili nella paraletteratura. Il titolo riprende una trilogia dello scrittore bolognese pubblicata fra il 2001 e il 2006, – Alla periferia di Alphaville, Sotto gli occhi di tutti, Distruggere Alphaville– con saggi dedicati alla letteratura di fantascienza, al cinema, e riflessioni che trattano di autori classici (Dick, Lovecraft), polemizzano con autori spinosi (Oriana Fallaci) e approdano spesso a considerazioni sulla politica e sulla letteratura fantastica come critica e strumento utile per intervenire nel sociale, grazie alle strade percorribili attraverso il potenziale dell’immaginazione e alla possibilità di decostruire e riscrivere le narrazioni egemoni. Il titolo è un omaggio a Godard che descrisse, in Alphaville, una Parigi a tratti allucinati, dove si consuma una folle dittatura tecnologica; mentre il riferimento ad una “paraletteratura” fantascientifica rispecchia, con intenzioni polemiche, una sua storica critica alla letteratura “alta” che snobba con sufficienza i generi letterari. “Poiché produco narrativa di genere, scrive, tanti interlocutori che non mi hanno mai letto (giornalisti, intellettuali, scrittori di “rango”, operatori dei media, dirigenti eccetera) sono a priori convinti che io sia un mezzo scemo […] da coinvolgere nelle esperienze più bislacche”. SEGUE

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