La mobilitazione contro il green pass: appunti critici

L’introduzione del Green pass ha sollevato discussioni, critiche e anche una vasta mobilitazione che si sta esprimendo in partecipate manifestazioni di piazza. Diamo di seguito spazio ad un intervento critico su queste mobilitazioni

“E’ oggetto di discussione in questi giorni se le mobilitazioni del movimento contro il green pass possano essere considerati un momento di lotta di classe e, più in generale, della rivolta degli/delle sfruttati/e contro gli sfruttatori.

La nostra risposta è negativa. Vediamone il perché, passo passo. segue su INIZIATIVA ANARCHICA

La disuguaglianza cresce: non facciamo nulla, ma ne parliamo tanto! – Riflessioni e proposte – Parte 4 – Agire per una maggiore uguaglianza

“La legge è uguale per tutti” è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocare l’uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l’aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria, Piero Calamandrei

Concludiamo questa serie di riflessioni sulla disuguaglianza con la parte propositiva. Non avrebbe senso non indicare alternative, dal momento che ci si lamenta nel titolo del fatto che non si faccia nulla.

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America Latina – Pedro Castillo, il “maestro comunista”, primo contadino presidente del Perù – Bagliori di lotta in Colombia – Uruguay: gli ostacoli da superare sulla strada dell’uguaglianza di genere nella rappresentanza politica – Rassegna 9 – Luglio 2021

Apriamo la rassegna di luglio con le notizie provenienti dal Perù, dove è stato eletto presidente per pochissimi voti Pedro Castillo, presentato come esponente dell’estrema sinistra. Il confronto è stato accesissimo, dal momento che la sua avversaria era Keiko Fujimori, dichiaratamente di destra.

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Siamo tutti GKN! Intervista a Dario Salvetti, delegato sindacale della GKN di Campi Bisenzio (FI), in lotta per la difesa del posto di lavoro

GKN di Campi Bisenzio, Gianetti Ruote di Monza Brianza, Timken di Brescia si aggiungono a Whirlpool, Embraco, Alitalia e a decine di aziende medie piccole che licenziano i lavoratori e le lavoratrici.

Lo sblocco dei licenziamenti, irresponsabilmente voluto dal governo, ha aperto il rubinetto dell’eliminazione dei posti di lavoro. Le forze politiche ne erano consapevoli, ma non si è voluto fare nulla per fermare questa operazione. Ancora una volta, alla prova dei fatti, chi paga per tutti è la classe operaia.

Una delle aziende colpite dai licenziamenti è la GKN di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, dove si producono semiassi per le aziende automobilistiche e in particolare (all’85%) per FCA, ex FIAT e ora Stellantis.

Oltre 400 lavoratori licenziati dall’oggi al domani, senza preavviso.

Siamo andati domenica 18-7-2021 a parlare con i lavoratori: abbiamo trovato una situazione di determinazione, di lotta, di partecipazione, ma anche di vita, con bambini che giocavano e festeggiavano compleanni, con persone che parlavano della manifestazione del giorno successivo, dove si accendevano discussioni in un panorama di striscioni che riportavano parole d’ordine di lotta e di resistenza.

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Si sorprendono dei licenziamenti: ipocriti!

La multinazionale GKN di Campi Bisenzio (provincia di Firenze) ha inviato via mail ai suoi dipendenti una lettera per comunicare loro che sarebbero stati licenziati.

È il solito comportamento padronale: via mail o via lettera, ci chiediamo, cosa cambia?

Il ministro Orlando, come Giorgia Meloni, è colpito dal metodo adottato dall’azienda: anime belle! Preferivano una lettera decorata con carta fiorita, forse. Il loro problema è il metodo.

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La disuguaglianza cresce: non facciamo nulla, ma ne parliamo tanto! Riflessioni e proposte – Parte 3 – Tassazione – Paradisi fiscali – Flat tax

E andate chissà dove per non pagar le tasse, col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe, Francesco Guccini

Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali, Don Lorenzo Milani

In questa terza parte, dopo avere analizzato i dati sulla disuguaglianza in Italia e nel mondo nella prima parte e dopo averne analizzato le cause, l’ideologia che la giustifica e le sue conseguenze nella seconda parte ,

ci concentriamo sulla questione fiscale, perché dalla tassazione dipende in larga misura lo squilibrio che determina le profonde disuguaglianze che caratterizzano a livello quasi planetario la nostra epoca storica.

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Musicista recluso nel lager di Gradisca

Tra i tanti (troppi) casi di cittadini stranieri finiti nel girone infernale delle espulsioni a causa di un visto non rinnovato in tempo ora è toccato ad una figura notissima agli udinesi, il fisarmonicista che da mesi allietava il centro cittadino con i suoi concerti anche in pieno lockdown (e con il freddo terrificante di questo inverno)

Liubomyr Bogoslavets, così si chiama il malcapitato, musicista di valore costretto dalle circostanze della vita a guadagnarsi il pane suonando per le strade si trova ora rinchiuso nel CPR di Gradisca in attesa di essere rimpatriato in Ucraina.

A suo sostegno la cittadinanza si sta mobilitando con alcune iniziative come un flash mob sabato 19 giugno in piazza Matteotti, una petizione on line, e la

registrazione di un video in cui manifestare il proprio dissenso con un nastro adesivo bianco sulla bocca con la scritta “No CPR!” mentre si suona uno “strumento muto”, ripostando sui social il video con l’hashtag #LiubomyrBogoslavetsLibero #NoCpr.

Uniamoci nella solidarietà a tutti i detenuti nel lager di Gradisca !

articolo ripreso dal blog del Centro studi Ferruccio Cargnelutti

Morti e incidenti sul lavoro e uccisione di lavoratori in lotta – Questo è ciò che accade oggi in Italia – Mobilitarsi è necessario

L’ecatombe infinita

Venerdì 18 giugno si è svolto un presidio di fronte all’Assolombarda di Milano per denunciare la strage di lavoratori e lavoratrici: morti, infortuni, incidenti, malattie professionali. A fronte dei numeri spaventosi che danno conto di questi eventi, solo parole e promesse, ripetute stancamente, senza che la situazione cambi, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

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