Liste d’attesa – Istruzioni per l’uso, anzi per il loro smantellamento

Ci siamo spesso posti come obiettivo quello di aiutare le persone ad affrontare e provare a risolvere i problemi legati al malfunzionamento delle strutture pubbliche, in particolare quelle legate alla sanità.

Lo facciamo anche questa volta, ribadendo alcune modalità da utilizzare nel caso in cui non vengano rispettati i tempi per la prenotazione di viste o esami diagnostici da parte delle strutture preposte, evitando così di finire nella rete del privato, che usufruisce delle manchevolezze della sanità pubblica per estorcere denaro alla cittadinanza.

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Verso lo stato di polizia ? il DDL Piantedosi

Mentre la stampa sembra occuparsi solo delle vicende tragicomiche dell’ex ministro della cultura, delle deleghe di Fitto e di altre facezie, passa nel più totale silenzio un disegno di legge in discussione in Parlamento che, se approvato, costituirebbe uno degli atti più gravemente liberticidi degli ultimi 40 anni. Riportiamo in proposito un ampio comunicato della rete NO ai CPR di Milano

UN PERICOLOSO ATTENTATO ALLA SICUREZZA (LA NOSTRA): IL DDL 1660 ALZA L’ASTICELLA VERSO UNO STATO DI POLIZIA – TRA NUOVI REATI, REPRESSIONE DEL DISSENSO E AMPLIAMENTO DEI POTERI DELLE FORZE DELL’ORDINE
Non ci stupiamo, in un certo senso, se si fatica a trovarne notizia sui media e anche on line, e ringraziamo per l’approfondimento il seminario di domenica scorsa della Rete Liberi/e di lottare e i suoi relatori, tra cui il “nostro” avv. Eugenio Losco, per l’approfondimento su un tema che purtroppo sta passando sotto silenzio.

Da oggi sarà in discussione alla Camera un disegno di legge a firma Piantedosi – Nordio – Crosetto, che sotto l’anonima e quasi tranquillizzante denominazione (“Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”)

concretizza uno dei più ampli passi compiuti negli ultimi anni verso uno Stato di polizia; un vero e proprio salto di qualità nella repressione del conflitto sociale.
Attraverso l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento delle pene di quelli esistenti (fino, spesso, a raggiungere il 5 anni di reclusione che legittimano la custodia cautelare in carcere), e con l’ampliamento dei poteri delle forze dell’ordine, si viene ad affiancare, all’opera di definitiva criminalizzazione della marginalità sociale, quella già da tempo in atto della repressione del dissenso e della protesta.

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Fairwork: sfruttamento col bollino di qualità ?

Prateria ribelle si è spesso occupata dei problemi dei lavoratori digitali (platform worker) riportiamo qui un articolo recentemente pubblicato dal settimanale “Umanità Nova”.

In diversi articoli ci siamo occupati su queste pagine [di “Umanità Nova” ndr] delle condizioni di sfruttamento dei rider e in generale dei “platform worker”, cioè dei lavoratori che dipendono da piattaforme digitali (vedi UN 7/2024)

A luglio è stato pubblicato un report relativo al lavoro su piattaforma in Italia, curato dal progetto Fairwork (una iniziativa operante in 38 paesi, coordinata dall’Oxford Internet Institute e dal WZB Berlin Social Science Center). I presupposti su cui opera Fairwork (“Lavoro equo”) sono francamente discutibili, perché il progetto si propone di conferire un bollino di qualità (!) a quelle piattaforme che raggiungano cinque standard minimi riguardo a equità delle paghe, condizioni di lavoro, contratti, gestione aziendale e rappresentanza sindacale dei lavoratori. L’illusione è quella di indurre le aziende ad adottare comportamenti etici sulla spinta dell’attenzione dell’opinione pubblica e della responsabilizzazione dei consumatori. Come ben sappiamo, in assenza di una reale e costante mobilitazione delle lavoratrici/ori, queste iniziative rischiano di dar luogo solo ad operazioni puramente cosmetiche.

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A un anno dalla strage di Brandizzo del 31 agosto 2023

Nella notte fra il 30 e il 31 agosto 2023, circa un anno fa, morivano a Brandizzo 5 operai travolti da un treno, mentre lavoravano alla manutenzione della ferrovia.

In occasione del primo anniversario di questa tragedia, l’USB promuove un presidio alla stazione di Brandizzo il giorno 31 agosto 2024 dalle ore 11.00 alle ore 13.00.

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Ricerca scientifica, medicina e interessi economici

Si assiste da tempo a un attacco ai risultati della ricerca scientifica, spesso da parte di persone che non hanno le competenze adeguate per criticare i principi su cui si basano le attività di ricerca oppure che sminuiscono o negano i vantaggi che derivano dal lavoro di chi si occupa di scienza.

Per limitarci al campo della medicina, sono innegabili i successi in termini di longevità e di qualità della vita che sono derivati all’intera umanità dall’introduzione di farmaci fondamentali, come gli antibiotici, e dalla diffusione su scala planetaria dei vaccini che hanno eliminato, solo per fare due esempi, una delle malattie più devastanti della storia, il vaiolo, e hanno ridotto in maniera notevolissima la poliomielite.

L’aumento della speranza di vita in tutti i Paesi rispetto a un secolo fa, quando la diffusione di antibiotici e vaccini era molto inferiore a oggi, è un risultato oggettivo che nessuno può in buona fede mettere in discussione.

Eppure, è dall’interno dello stesso mondo scientifico che parte una delle minacce più grandi alla credibilità della scienza, rappresentata dagli interessi delle case farmaceutiche, che sono disposte a tutto pur di accumulare ingenti profitti sulla salute delle persone.

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Una scuola per tutti?

Mentre si sviluppa giustamente il dibattito sulla sanità e sulle discriminazioni vissute da chi non ha i mezzi per rivolgersi alla sanità privata ed è costretto a rinunciare alle prestazioni o a erodere i propri scarsi risparmi per curarsi, una scarsa attenzione è riservata alla separazione che diventa sempre più accentuata tra chi ha i mezzi per accedere a un’istruzione d’élite e chi frequenta le scuole pubbliche, che rischiano di rimanere sempre più indietro.

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Un dibattito di importanza fondamentale per il futuro della sanità in Italia

Il dibattito sulla sanità in Italia registra nuovi contributi, dai quali emerge come sia sempre maggiore il rischio di un totale abbandono dei principi della Legge 833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale.

Negli ultimi mesi si sono registrate due prese di posizione importanti.

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I LAVORATORI DIGITALI (PLATFORM WORKER): PROBLEMI E PROSPETTIVE

Prateria ribelle si è già occupata più volte del tema dei lavoratori digitali (platform worker), su questo argomento riportiamo ora questo articolo dal n. 6/marzo 2023 di “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe”

“Prima di internet, sarebbe stato difficile trovare qualcuno e farlo sedere per dieci minuti a lavorare per te, per poi licenziarlo passati quei dieci minuti. Ma con la tecnologia, in realtà, puoi davvero trovarlo, pagarlo una miseria e poi sbarazzartene quando non ti serve più” (1) questa frase dell’imprenditore americano Lukas Biewald descrive alla perfezione la nuova realtà creata dal capitalismo delle piattaforme.

Una situazione tutt’altro che marginale visto che (secondo stime ufficiali) attualmente risultano attive nella sola Unione europea circa 500 piattaforme digitali che nel 2022 impiegavano almeno 28 milioni di lavoratrici/ori, destinate a diventare 43 milioni entro il 2025, un nuovo proletariato digitale privo di ogni tutela. (2)

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