Si assiste da tempo a un attacco ai risultati della ricerca scientifica, spesso da parte di persone che non hanno le competenze adeguate per criticare i principi su cui si basano le attività di ricerca oppure che sminuiscono o negano i vantaggi che derivano dal lavoro di chi si occupa di scienza.
Per limitarci al campo della medicina, sono innegabili i successi in termini di longevità e di qualità della vita che sono derivati all’intera umanità dall’introduzione di farmaci fondamentali, come gli antibiotici, e dalla diffusione su scala planetaria dei vaccini che hanno eliminato, solo per fare due esempi, una delle malattie più devastanti della storia, il vaiolo, e hanno ridotto in maniera notevolissima la poliomielite.
L’aumento della speranza di vita in tutti i Paesi rispetto a un secolo fa, quando la diffusione di antibiotici e vaccini era molto inferiore a oggi, è un risultato oggettivo che nessuno può in buona fede mettere in discussione.
Eppure, è dall’interno dello stesso mondo scientifico che parte una delle minacce più grandi alla credibilità della scienza, rappresentata dagli interessi delle case farmaceutiche, che sono disposte a tutto pur di accumulare ingenti profitti sulla salute delle persone.
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