La strage sui posti di lavoro continua. Altri lavoratori morti. A oggi, 6 aprile 2022, siamo a 297 persone che hanno perso la vita: tra loro, 156 sui posti di lavoro. Gli altri in itinere, cioè mentre andavano al lavoro o tornavano a casa (magari stanchi e provati: sarebbe utile sapere se gli incidenti sulla strada avvengono soprattutto mentre si va o mentre si torna dal posto di lavoro). Lo riporta Carlo Soricelli, nel suo sito sempre aggiornato.
Sono soprattutto quelli dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’autotrasporto i settori più colpiti.
Era quello che temevamo. Ora esistono solo i profughi ucraini, gli altri provenienti da guerre non meno sanguinose (Siria, Afghanistan…) non esistono più… riportiamo questa denuncia della rete no ai CPR
“L’Italia esclude i non ucraini dalla protezione Ue. Inutili gli appelli della Commissione, prevale la linea di Visegrad.
i profughi non sono tutti uguali, le guerre non sono tutte ugueli
Con il dpcm firmato da Mario Draghi si attua la protezione temporanea per gli sfollati dall’Ucraina decisa dal Consiglio Ue. Ma la possibilità di ampliare la platea dei beneficiari è stata scartata dalla maggior parte dei paesi europei, nonostante l’invito esplicito della Commissione Ue lo scorso 17 aprile. “Sul fronte delle politiche dell’immigrazione la crisi ucraina si rivela una bolla, non un cambio di orientamento dell’Ue”, spiega la docente di diritto dell’Unione europea, Chiara Favilli.
Si è svolta a Milano sabato 2 aprile 2022 una manifestazione, organizzata dalla Assemblea antimilitarista e appoggiata dalla Federazione Anarchica Italiana e da altre forze politiche, contro il militarismo dello Stato italiano, all’undicesimo posto nella classifica delle spese militari, in costante crescita, e impegnato in numerose operazioni nel mondo, come attesta anche la rivista Limes nel suo ultimo numero.
Il Collettivo di Prateria Ribelle ha partecipato alla manifestazione di Firenze di sabato 26 marzo 2022, indetta dagli operai della ex GKN, la cui lotta si è trasformata in un punto di riferimento per ampi settori del movimento antagonista in Italia. In un’intervista, proviamo a fornire alcuni spunti di riflessionesu questa iniziativa che ha visto una grande partecipazione.
Come valutate la manifestazione?
Non pretendiamo di fare un’analisi conclusiva. Si tratta di riflessioni sulla mobilitazione e la sottolineatura sia dei problemi, che a nostro avviso ci sono e soprattutto ci saranno, sia delle prospettive. Ma sono anche un tentativo di vedere gli aspetti positivi di quanto sta accadendo.
Il dibattito sulla guerra in Ucraina ha aperto un ampio confronto su diverse questioni. Dopo una approfondita riflessione, in considerazione della già notevole quantità di materiale disponibile in rete e non solo, il nostro collettivo editoriale ha deciso di aprire uno spazio-contenitore in cui pubblicare le opinioni di alcuni componenti del collettivo, contributi di lettori del blog e rimandi ad articoli, pubblicati su altri media, che riteniamo significativi. Di seguito, quindi, potrete trovare testi di diverso tipo. Lo spazio è da considerarsi in aggiornamento. Il collettivo, riservandosi la decisione sulla pubblicazione dei contributi proposti, è disponibile ad accogliere le opinioni dei lettori che, anche in questo caso, costituiscono un essenziale arricchimento per Prateria Ribelle.
Da un po’ di tempo, in Lombardia la retorica dell’eccellenza nella sanità fa acqua da diverse parti. Ormai se ne parla meno, anche da parte di chi se ne è sempre fatto un vanto. Un po’ per l’evidente pessima performance in occasione della pandemia, un po’ perché tutte le persone che risiedono in Lombardia sono costantemente alle prese con le lunghe liste di attesa necessarie per ottenere la prestazione richiesta e quindi ai ritardi con cui vengono affrontate le patologie.
Maria Elisa Sartor, professoressa a contratto nel Dipartimento di Scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano e docente di Programmazione, organizzazione e controllo nelle aziende sanitarie, analizza le ragioni di questa situazione nel suo ottimo volume, La privatizzazione della sanità lombarda dal 1995 al Covid-19 – Un’analisi critica(Wroclaw, Amazon, 2021, pagg 547, 30 euro, 18 euro in formato Kindle), in cui si avvale di dati e documenti per chiarire come, alla radice del calo di efficienza nell’affrontare i problemi legati alla salute, ci sia una ferma e costante volontà di privatizzazione della sanità, cominciata nel 1995 con l’ascesa alla presidenza di Roberto Formigoni, proseguita con il suo successore Roberto Maroni e tuttora in corso sotto la guida di Attilio Fontana, accompagnato prima da Giulio Gallera e ora da Letizia Moratti, quali responsabili della sanità regionale.
I precedenti lavori di Maria Elisa Sartor erano stati già utilizzati da Prateria Ribelle nell’analisi della privatizzazione della sanità, e in particolare di quella lombarda, in una serie di articoli comparsi nel 2020, reperibili nel nostro sito.
Un’altra volta ci si trova a fare i conti con la possibile soppressione di un fondamentale presidio di salute e di prevenzione.
Un’altra volta, la cittadinanza rischia di dovere pagare per una politica sanitaria, quella della Regione Lombardia, che privilegia il privato e l’ospedalizzazione, invece dei servizi territoriali vicini alle persone, soprattutto quelle con difficoltà socio-economiche.
Oggi 28 gennaio 2022 si sono tenute in molte città italiane manifestazioni per ricordare Lorenzo Parelli, lo studente dell’istituto salesiano Bearzi di Udine morto tragicamente per un incidente mentre stava svolgendo una stage presso un’azienda. PR si occupa da sempre dei troppi incidenti sul lavoro che ogni giorno insanguinano l’Italia. Un vero e proprio massacro. A colpire l’opinione pubblica in questo caso è stato il fatto che la vittima non fosse neppure un lavoratore ma uno studente all’ultimo giorno di “stage”.
“Lorenzo Parelli – scrivono i promotori della manifestazione a Udine – è morto di stage, è morto di sfruttamento, è morto di scuola e di lavoro. Schiacciato da una trave d’acciaio mentre lavorava gratis. Un nome, il suo, che si aggiunge alla già lunga lista di persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Non possiamo parlare di incidente, di fatalità imprevedibile. Quanto successo è frutto della fame di profitto di aziende senza cultura della sicurezza”
Quanto all'”Alternanza Scuola-Lavoro” (oggi burocraticamente chiamata PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), fin dalla sua introduzione sono state avanzate serie critiche su questo modello di lavoro gratuito, che sembra più funzionale ad addestrare i futuri lavoratori ad “accontentarsi di poco o nulla” piuttosto che a dare loro una vera formazione professionale, in un contesto che vede le condizioni dei lavoratori peggiorare sempre di più (rinviamo al libro “Non è lavoro, è sfruttamento” di Marta Fana per un approfondimento su questi temi).
Nel corso della manifestazione udinese, indetta dal Collettivo Studentesco Solidale (qui sopra alcune foto), ha preso tra gli altri la parola una rappresentante (appositamente venuta da Torino) dell’Associazione Vito Scafidi, costituita per ricordare il giovane morto nella propria scuola a Rivoli nel 2008 per il crollo del controsoffitto dell’aula in cui si trovava. Un monito per ricordare la precarietà edilizia di molte delle nostre scuole.